Mi chiamo Alba, e sono senitiva.
In Italia, questa estate, c’è un rigurgito di bacchettonismo. Sono stata in Sardegna: ero l’unica in topless.
Vorrei essere Alba. Alba la senitiva. Le tette di Alba. Tette che sentono, tette capaci, capezzolo o non capezzolo, di capire dove tira il vento. Se c’è aria di rivoluzione. Se ritorna la Restaurazione. Loro hanno parlato e ci hanno dato il responso: un vento gelido è calato sull’Italia; il vento che soffoca ogni istinto di innovazione, il vento che conforma, il vento che non ci informa.
Dobbiamo ringraziare le tettine ex-avvizzite, ora audaci nello sfidare la gravità (la metamorfosi ci commuove sempre). Ringraziamole di averci aperto la mente, di aver schiuso una strada. Come Alba, anche noi: prendiamo in mano le nostre tette, tastiamole, sentiamo, capiamole. Non ci rimane che il nostro corpo, in questi anni in cui ci hanno fregato di tutto.
Dall’alto delle mie gonne,
Mathilde.
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